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Com'è iniziato tutto

La birra è una bevanda che si è sviluppata con l'uomo fin dalla preistoria, non è stata "creata a tavolino" o inventata in qualche modo, è nata per esigenza. Quando l'uomo da nomade è diventato sedentario, ha iniziato a coltivare l'orzo e quando le tecnologie del tempo permettevano un "surplus" di questo cereale, ha dovuto trovare un modo per immagazzinarlo. L'idea geniale su come fare è merito delle donne, che

intuirono di conservare l'orzo in recipienti pieni d'acqua. Non sapevano però che i lieviti presenti naturalmente nell'ambiente, avrebbero trasformato questo mix di acqua e orzo in una bevanda molto buona e leggermente alcolica, capace di rinvigorire l'animo e faceva si, che chi la beveva fosse felice. Sembrava una bevanda donata degli dei.

La prima testimonianza scritta della birra, ci arriva direttamente da una tavoletta sumera, risalente al 3.700 A.C. Il "monumento blu" è la stele dove vengono descritti i doni offerti agli dei, in essi risalta anche un calice di birra.

Da altre fonti sappiamo che esistevano delle vere e proprie "case della birra" che erano

gestite da donne e producevano diverse tipologie di birre in base al cereale usato, principalmente orzo e farro. Queste tipologie assumevano nomi diversi, sikaru la birra d'orzo, kurunnu quella di farro, niud quella addolcita con zucchero di datteri e la bi-du che era la birra utilizzata per calcolare il salario degli operi, 3 litri al giorno. I sumeri ci donarono anche la più antica legge a tutela della produzione di birra. Il Codice di Hammurabi, contiene la pena riservata a chi non rispettava determinati criteri di produzione e a chi apriva un locale di vendita senza autorizzazione, la pena era la morte.

Anche gli egizi apprezzavano molto la birra, dandogli un elevata importanza. Il papiro di Ebers, ci offre 600 prescrizioni mediche del tempo che descrivono la birra come ingre

diente principale per alleviare la maggior parte dei malori delle persone. A scuola insegnavano la produzione di birra prima di insegnare a scrivere e a leggere.

La birra continuò ad essere prodotta, ma con i Galli si ebbero tre miglioramenti molto importanti, utilizzarono pietre riscaldate per la cottura del mosto, inventarono le botti per conservarla più a lungo e iniziarono ad aggiungere vari ingredienti per modificarne il sapore, come anice, assenzio e salvia.

Nel medioevo iniziò a crescere esponenzialmente la produzione di birra. Inizialmente era un lavoro esclusivo dei nobili e della chiesa, ma la richiesta del prodotto inizio a crescere tantissimo tant'è che vennero concesse delle licenze ai privati. Il luppolo inizio ad essere utilizzato in modo rigoroso dal XIII secolo, quando vennero intuite le sue proprietà di conservante naturale. Nel 1516 viene emanato da Guglielmo IV di Baviera il Reinheitsgebot, L'editto di purezza. Questo editto temporaneo, era stato introdotto per evitare che i birrai utilizzassero il frumento che in quel periodo scarseggiava, quindi obbligò i birrifici ad utilizzare orzo, acqua e luppolo. Lo stesso editto poi non fu più sospeso ed è in vigore ancora oggi.

I monasteri hanno sempre prodotto birra fino a quando, durante il periodo della rivoluzione francese, questi luoghi furono soggetti a saccheggi e la produzione da parte dei monaci fu interrotta.

Solo nel XX secolo i monaci trappisti ricominciarono con la produzione di birra che continua tutt'ora, guadagnandosi, anche per la qualità dei loro prodotti, una posizione di spicco all'interno del mondo birrario.

Con la rivoluzione industriale e il progresso scientifico, si arrivò a produrre e a commercializzare una birra molto simile a quella che beviamo noi oggi. Vennero impiegate le macchine per tostare i cereali e vennero, con tutti i nuovi strumenti disponibili, studiate tutte le fasi di produzione in modo scientifico, così da rendere più efficiente la produzione e qualitativamente migliore il prodotto finale.

La bottiglia di vetro fu un altro passo avanti per il commercio della birra, con il vetro trasparente era possibile ammirare la propria bevanda preferita in tutto il suo splendore. Una fresca, dorata e trasparente birra da gustare con gli occhi ancora prima che con la bocca, questa era la tendenza a cui il mercato andava incontro, che però trovò molti ostacoli, uno tra questi il lievito. In questo periodo di progresso scientifico venne identificato il lievito come ingrediente in grado di caratterizzare la birra come tale. Soltanto con Pasteur però, iniziò uno studio su questo organismo, così ogni birrificio iniziò a fare ricerca sui lieviti aprendo dei veri e propri laboratori all'interno della propria struttura. Fu Emil Hansen, ricercatore della nota Carlsberg, a sviluppare la tecnica per isolare una singola cellula di lievito, così che i birrai iniziarono a sperimentare anche su questo ingrediente. Riuscirono a creare così delle varietà uniche.

Arrivati ai nostri giorni, la birra è un fenomeno sociale molto importante. Questa bevanda da senso di aggregazione, è accessibile a tutti e quando la si beve in compagnia si crea un'atmosfera unica, che ci fa dimenticare le cose sgradevoli e ci fa entrare in un momento di felicità e relax. La birra, grazie ai suoi tanti stili, è adatta a qualsiasi tipo di situazione, dalla serata invernale a casa guardando un film o leggendo un libro, alla serata estiva in spiaggia oppure con un amico/a che ci viene a trovare e a parlare. Anche a feste con il proprio gruppo di amici ma anche a cene importanti in cui questa bevanda può stupire i commensali.

La birre è la Bevanda.

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